David -
Galleria Borghese -
Gian Lorenzo Bernini iniziò il David nel 1623 su commissione del cardinale Alessandro Peretti, che intendeva inserirla nel contesto scenografico del giardino della sua Villa Montalto.
Morto quest'ultimo, la commissione dell'opera fu prontamente rilevata dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, avido collezionista e abile scopritore di talenti artistici, che già nel maggio 1624 poté collocare il David ormai ultimato al piano terra della propria villa presso porta Pinciana, oggi sede della galleria Borghese.
Bernini riprese un mito biblico già trattato da Donatello, Michelangelo Buonarroti, e Andrea Verrocchio. Proprio come fece Michelangelo, Bernini si distacca dall'iconografia tradizionale scegliendo di raffigurare David nell'istante che precede il lancio del sasso contro Golia.
È in questo modo che lo scalpello del Bernini diede vita a un'opera ricca di dinamismo, in pieno accordo con la poetica barocca. La grande concentrazione di David, in procinto di compiere un gesto che potrebbe cambiare completamente le sorti dello scontro, è infatti ribadita da numerosi dettagli, tutti attentamente studiati dal Bernini. Il volto dell'eroe ha un'espressione corrucciata nello sforzo di raccogliere le energie necessarie per scagliare la pietra, e le braccia sono contratte sulla fionda; lo sguardo è teso verso il bersaglio, mentre le labbra sono serrate per lo sforzo.
L'aneddotica del tempo riporta inoltre che il volto del David costituirebbe in realtà un autoritratto del Bernini, che avrebbe fissato le proprie fattezze nel marmo guardando alla propria immagine riflessa in uno specchio, provvidenzialmente retto da Maffeo Barberini, futuro committente dell'artista.
Ai piedi di David sono invece riposte la corazza di re Saul, lasciata cadere perché troppo pesante, e una cetra che verrà suonata dopo la vittoria: è significativo notare che lo strumento musicale termina con una testa d'aquila, un esplicito messaggio di esaltazione dinastica della famiglia di Scipione Caffarelli-Borghese, committente dell'opera.

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