mercoledì 28 febbraio 2024

Biografia

 Gian Lorenzo Bernini


Gian Lorenzo Bernini nasce a Napoli il 7 dicembre 1598 dove il padre
Pietro, sculture, e la madre Angelica Galante si erano da poco trasferiti.
Nel 1606 la famiglia fa ritorno a Roma: Pietro ottiene la protezione del
cardinale Scipione Borghes. In questo contesto ci sarà occasione per il
giovane Bernini di mostrare il suo precoce talento.
Gian Lorenzo si forma alla bottega del padre e con lui realizza i suoi primi
lavori. Tra le sue opere principali di questo periodo vi sono il "Ratto di
Proserpina" (1620-23), "Apollo e Dafne" (1624-25) e il "David": a
differenza dei David di Michelangelo e Donatello, Bernini s'interessa al
momento di massimo dinamismo, quando l'energia esplode e si fa
manifesta nel tendersi dei muscoli, nella violenta torsione a spirale del
busto e nella fierezza del volto.
Le opere del Bernini definiscono la sua personalità, forte degli
insegnamenti del padre ma nello stesso tempo innovatore dello spirito di
tutta una generazione.
È ancora giovanissimo quando papa Urbano VIII Barberini, con il quale
l'artista stabilirà un durevole e proficuo rapporto di lavoro, gli
commissiona il "Baldacchino di S. Pietro" (1624-1633), un colosso bronzeo
di quasi trenta metri. L'opera si erige sulla tomba di Pietro ed è sostenuto
da quattro colonne che colmano lo spazio sotto la cupola della Basilica,
che s'attorcigliano sul loro fusto come enormi rampicanti, e che sono
raccordate in alto da una incastellatura di volute a "dorso di delfino".
Questo'opera non può considerarsi un'architettura, nè una scultura, nè
una pittura, ma centra perfettamente lo scopo.
Nel 1629 Papa Urbano VIII nomina Bernini architetto sovrintendente alla
Fabbrica di S. Pietro. Le fontane sono un prodotto tipico del gusto
barocco; Bernini inaugura una nuova tipologia, quella a vasca ribassata:
sempre per il papa esegue la "Fontana del Tritone" in Piazza Barberini e la
"Fontana della Barcaccia" in Piazza di Spagna, a Roma.
Tra il 1628 ed il 1647 realizza la "Tomba di Urbano VIII" nella Basilica di
San Pietro. Sempre in questo periodo realizza due dei suoi busti-ritratto
più famosi: quelli di Scipione Borghese e Costanza Buonarelli, visi senza
segreti che si mostrano in tutte le loro sfumature caratteriali.
Nel 1644 muore papa Urbano VIII e si scatenarono le gelosie rivali tra
Bernini e Borromini, con il quale ci ebbe ripetuti attacchi e polemiche in
occasione dei lavori per la facciata di Palazzo Barberini, sin dal 1630.
In seguito Gian Lorenzo Bernini trova l'appoggio di Papa Innocenzo X per il
quale esegue la decorazione del braccio lungo di S.Pietro e realizza la
"Fontana dei Quattro Fiumi" (1644) a Piazza Navona a Roma. In seguito
realizza la "Verità", i busti di Innocenzo X Pamphili e il busto di Francesco I
D'Este.
Durante il pontificato di Alessandro VII Chigi, Bernini ottiene l'incarico di
dare una configurazione confacente per significati e funzioni, alla piazza
antistante la Basilica di San Pietro.
Nel 1656 Bernini progetta il colonnato di San Pietro, compiuto nel 1665
con le novantasei statue del coronamento. L'artista riprende lo spirito
dell'architettura dell'impero, dandole vita con le colonne e aggiungendo
dei particolari scultorei.
Sempre nel 1665 si reca in Francia per eseguire il busto di Luigi XIV. Pur
destando ammirazione a Versailles, la fama di Bernini genera
nell'ambiente accademico un clima di diffidenza che fa naufragare ogni
sua aspettativa, compreso il grandioso progetto per il Louvre di Parigi.
Rientrato in Italia porta a compimento i lavori in San Pietro e si dedica, tra
altre attività, al Monumento funebre di Alessandro VII.
Clemente IX Rospigli succede ad Alessandro VII nel 1667: questi affida al
Bernini la sistemazione del ponte davanti a Castel Sant'Angelo. Bernini
esegue due dei dieci angeli che devono decorare il ponte: vengono
giudicati talmente belli che si decide di collocarli nella chiesa di
Sant'Andrea delle Fratte per proteggerli dalle intemperie.
L'attività dell'artista si conclude sotto il pontificato di Innocenzo XI
Odescalchi. L'ultima sua scultura è il "Salvatore" che si trova custodita nel
Museo Chrysler di Norfolk in Virginia.
Dopo una lunghissima vita dedicata all'arte, dopo aver imposto il suo stile
a tutta un'epoca, Gian Lorenzo Bernini muore a Roma il 28 novembre
1680, all'età di 82 anni.


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